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Il futuro circolare degli impianti per semiconduttori

Le camere bianche che abiliteranno le tecnologie di domani devono essere progettate anche per affrontare i vincoli sulla gestione futura delle risorse.

La produzione di semiconduttori ha compiuto progressi straordinari in tempi molto rapidi. Le dimensioni dei wafer sono aumentate, le caratteristiche dei chip si sono ridotte, i requisiti di pulizia sono diventati sempre più rigorosi e il controllo della contaminazione si è spostato dall’ambiente complessivo verso mini-ambienti altamente controllati. Gli edifici e le infrastrutture che rendono possibile questa innovazione devono evolvere con la stessa rapidità, ma adattarli è tutt’altro che semplice.

In Deerns consideriamo questa evoluzione una sfida cruciale per la circolarità. Anche i complessi industriali più avanzati dedicati alle camere bianche hanno una vita economica limitata. Quando cambiano tecnologie, modelli di business o requisiti di capacità produttiva, gli impianti possono diventare obsoleti pur contenendo ancora materiali preziosi, sistemi tecnici e infrastrutture specialistiche.

La domanda, quindi, non è soltanto come demolire una camera bianca in modo responsabile. La vera sfida è come progettare, gestire e adattare gli impianti per semiconduttori affinché il loro valore possa essere preservato attraverso più cicli di utilizzo.

Un asset tecnologico avanzato con una vita utile limitata

Gli impianti per semiconduttori integrano camere bianche con infrastrutture critiche come sistemi per acqua ultrapura, gas di processo, distribuzione chimica e abbattimento degli inquinanti, centrali di riscaldamento e raffrescamento, alimentazione elettrica di emergenza e sistemi ridondanti, tutti supportati da reti di distribuzione dei servizi tecnologici. Questi sistemi essenziali consentono una produzione continua riducendo al minimo i tempi di fermo.

Questo rende complesso il riutilizzo degli edifici. Un edificio non più operativo può rimanere collegato a infrastrutture attive che servono l’intero sito produttivo. Prima dello smantellamento, i sistemi devono essere separati senza compromettere produzione, sicurezza o conformità normativa. Solo successivamente componenti e materiali possono essere rimossi, selezionati e preparati per il riuso o il riciclo.

Tre principi possono migliorare i risultati futuri:

  • Progettare impianti costituiti da strati modulari, adattabili in modo indipendente
  • Registrare materiali, posizioni e trattamenti attraverso passaporti digitali dei materiali
  • Evitare connessioni permanenti quando soluzioni smontabili possono soddisfare i requisiti tecnici

Progettare pensando allo smontaggio

La scelta dei materiali nelle camere bianche è regolata da criteri molto stringenti. I prodotti devono garantire requisiti di igiene, sicurezza antincendio e controllo della contaminazione, evitando al contempo emissioni non accettabili. Questi vincoli possono favorire l’utilizzo di prodotti compositi o assemblaggi permanenti difficili da separare.

I pavimenti sopraelevati possono combinare alluminio e PVC, mentre i cavi contengono rame rivestito da guaine polimeriche. Le pareti delle camere bianche incollate o sigillate in sistemi permanenti possono trasformarsi in rifiuti misti difficili da recuperare. Al contrario, sistemi smontabili consentono a pannelli, strutture e metalli di valore di mantenere un percorso più efficace verso il riutilizzo o il riciclo.

Gli impianti per semiconduttori contengono grandi quantità di acciaio inox, rame e alluminio. Anche le unità filtro-ventilanti (filter fan units), che combinano metalli, plastiche, materiali isolanti e carta, possono essere smontate economicamente quando sono presenti migliaia di unità identiche.

La progettazione circolare deve quindi concentrarsi su tre fattori chiave:

  • Accessibilità per manutenzione, sostituzione e rimozione
  • Componenti standardizzati che possano essere rigenerati o riutilizzati
  • Separazione chiara dei materiali per evitare flussi di riciclo a basso valore

Oltre l’involucro edilizio

Oltre al recupero dei materiali, alcune delle maggiori opportunità di circolarità negli impianti per semiconduttori riguardano le apparecchiature, i sistemi di processo e i flussi di risorse. Chiller, sistemi di riscaldamento e impianti per acqua demineralizzata sono generalmente realizzati con componenti durevoli. L’aggiornamento dei sistemi di controllo, dei refrigeranti o di specifici elementi può estenderne la vita utile e ridurre la necessità di nuovi investimenti e il consumo di materie prime.

I wafer di produzione scartati possono essere trasformati in wafer di monitoraggio o wafer di prova, trovando successivamente applicazioni alternative. Anche il packaging rappresenta un ambito di intervento: i materiali destinati alle camere bianche spesso arrivano con doppi imballaggi, generando quantità significative di rifiuti che sistemi riutilizzabili o riciclabili possono ridurre.

Le maggiori opportunità si concentrano spesso in tre flussi di risorse:

  • Recupero di elio, kripton, neon e, potenzialmente, idrogeno
  • Trattamento delle acque di risciacquo leggermente contaminate per un riutilizzo sicuro nei processi
  • Separazione di acidi, solventi e acque reflue contenenti fluoruri per il recupero dei materiali

I sistemi per acqua ultrapura possono raggiungere elevati tassi di riutilizzo quando sono disponibili spazio sufficiente e infrastrutture di trattamento adeguate. Gli sviluppi futuri potrebbero inoltre consentire il recupero da flussi più complessi, inclusi i fanghi prodotti dai processi di planarizzazione chimico-meccanica.

L’energia resta la sfida più complessa

Il consumo energetico rappresenta un’eccezione rispetto a molte altre tendenze della circolarità. Sebbene i chip avanzati continuino a migliorare la propria efficienza energetica, processi produttivi sempre più complessi e la rapida crescita dei data center basati sull’intelligenza artificiale stanno aumentando la domanda complessiva di elettricità lungo tutta la filiera.

Chiudere i cicli di materiali e acqua è fondamentale, ma non può compensare una crescita energetica incontrollata. Le strategie per gli impianti devono quindi integrare circolarità, approvvigionamento da fonti rinnovabili, sistemi di processo efficienti, raffrescamento e umidificazione adiabatica e recupero del calore di scarto, dove tecnicamente possibile.

Da problema di fine vita a strategia progettuale

La circolarità inizia molto prima della dismissione. Nasce da layout adattabili, sistemi smontabili, dati sui materiali, infrastrutture recuperabili e collaborazione lungo tutta la catena del valore. Progettisti, produttori, operatori, imprese specialistiche e decisori pubblici contribuiscono alla creazione di percorsi concreti per il riutilizzo.

" Per Deerns, la direzione è chiara: le camere bianche non devono essere considerate asset statici destinati a un unico scopo, ma ecosistemi tecnici in continua evoluzione.
Paz Molina Chemical Engineer, Deerns

Attraverso l’integrazione tra competenze di processo e ingegneria circolare, aiutiamo i clienti a mantenere oggi elevate prestazioni operative, preservando allo stesso tempo risorse, flessibilità e valore per il futuro.

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Cosimo Verteramo

Division Director Life Science & High Tech

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