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Strutture Life Sciences pronte per le ispezioni

La preparazione alle ispezioni inizia dalle decisioni che definiscono rischio, qualità e progettazione fin dal giorno zero, molto prima delle attività di validazione.

Per le strutture Life Sciences, essere pronti a un’ispezione è troppo importante per essere considerato un semplice controllo finale. I requisiti normativi sono sempre più rigorosi, mentre molte organizzazioni devono gestire impianti esistenti, criticità legate all’affidabilità delle utilities e il rischio di costosi interventi correttivi.

In Deerns osserviamo l’affermarsi di un approccio più efficace: integrare qualità e conformità normativa nel progetto sin dalle prime fasi e mantenere questo livello di preparazione durante l’intero ciclo di vita dell’impianto.

Questo significa superare una logica in cui la validazione rappresenta il momento in cui l’ingegneria viene finalmente confrontata con le aspettative normative. L’approccio Quality by Design prevede invece che tali aspettative, insieme ai rischi di prodotto e di processo, diventino un input esplicito per la progettazione fin dal giorno zero.

La strategia di controllo della contaminazione guida il progetto

Per la produzione sterile, l’Annex 1 delle Good Manufacturing Practice (GMP) europee pone la Contamination Control Strategy (CCS) al centro dell’approccio al controllo della contaminazione.

La CCS identifica i punti critici di controllo e definisce come progettazione, procedure, sistemi tecnici, organizzazione e monitoraggio debbano collaborare per gestire i rischi di contaminazione.

Alla base di questo approccio si trova la User Requirement Specification (URS), che definisce ciò che l’impianto deve garantire e le condizioni operative che deve soddisfare.

La CCS sviluppa ulteriormente questi requisiti, trasformandoli in una strategia coordinata per il controllo della contaminazione durante progettazione, gestione e monitoraggio della struttura.

In Deerns promuoviamo un processo collaborativo nelle prime fasi decisionali che coinvolga fin da subito gli stakeholder principali:

  • team di ingegneria e gestione delle strutture;
  • quality assurance, specialisti della validazione e Qualified Persons responsabili del rilascio dei lotti;
  • specialisti di produzione e operations.

L’obiettivo è condividere rischi, requisiti e strategie di controllo prima che vengano prese le principali decisioni progettuali, evitando che problematiche qualitative emergano in una fase successiva, quando modificare layout e impianti diventa più complesso e costoso.

Evidenze al posto del sovradimensionamento preventivo

Essere pronti a un’ispezione non significa necessariamente adottare sempre la soluzione ingegneristica più conservativa possibile.

Il sovradimensionamento può aumentare investimenti, consumi energetici e costi di manutenzione senza generare benefici proporzionati in termini di qualità.

La ventilazione delle cleanroom rappresenta un esempio emblematico.

Se dati validati dimostrano che un ambiente può soddisfare i requisiti GMP con un numero inferiore di ricambi d’aria, mantenere portate molto più elevate esclusivamente come misura precauzionale può tradursi in consumi energetici non necessari.

Considerazioni analoghe riguardano:

  • classificazione delle cleanroom;
  • setpoint di temperatura;
  • aree buffer;
  • utilities critiche.

Per gli impianti esistenti è utile concentrarsi su tre domande fondamentali:

  • Cosa richiedono realmente le normative e le linee guida applicabili?
  • Cosa mostrano i dati operativi effettivamente disponibili?
  • È possibile adattare la soluzione ingegneristica mantenendo conformità e protezione del prodotto?

Questo approccio offre un’importante opportunità nelle strutture più datate, dove assunzioni progettuali ereditate dal passato possono contribuire all’aumento dei costi operativi e ai rischi di conformità.

Trasformare i dati operativi in evidenze ingegneristiche

I dati non sostituiscono la validazione: ne rafforzano le basi.

I moderni sistemi di monitoraggio possono fornire informazioni continue o quasi in tempo reale su:

  • particelle aerodisperse;
  • indicatori microbiologici;
  • temperatura;
  • umidità relativa.

Il valore non risiede nei dati stessi, ma nel modo in cui vengono utilizzati.

Troppo spesso le informazioni operative vengono conservate principalmente per analizzare deviazioni già avvenute. Un approccio più evoluto utilizza dati validati per confermare le prestazioni, verificare ipotesi progettuali, individuare trend e supportare un’ottimizzazione controllata.

Questo può consentire, ad esempio, di ridurre la ventilazione durante i periodi di inattività, come nei fine settimana, per poi riportare la cleanroom alle condizioni validate prima della ripresa delle attività produttive.

Cambiamenti operativi di questo tipo devono naturalmente essere supportati da:

  • valutazioni del rischio;
  • evidenze documentate;
  • adeguate attività di qualifica.

Guardando al futuro, anche gli strumenti di analisi supportati dall’intelligenza artificiale potranno aiutare i team a interpretare volumi crescenti di dati e identificare più rapidamente comportamenti anomali e opportunità di miglioramento.

Dalla validazione alla gestione continua della preparazione ispettiva

La readiness ispettiva non termina con la progettazione e la costruzione.

Anche una struttura perfettamente progettata può perdere il proprio stato di controllo se procedure, formazione e attività operative non vengono gestite correttamente.

Flussi di personale e materiali continuano infatti a rappresentare fonti di rischio per la contaminazione, rendendo disciplina operativa e infrastrutture parte integrante dello stesso sistema.

Tre dimensioni di un approccio impiantistico basato sul rischio:

  • requisiti e rischi di contaminazione definiti fin dall’inizio;
  • decisioni progettuali supportate da evidenze e motivazioni documentate;
  • monitoraggio, manutenzione, formazione e riesame integrati nelle attività operative.

Questo approccio porta naturalmente verso una gestione basata sul ciclo di vita.

L’impianto viene progettato, qualificato e messo in esercizio, mentre le evidenze generate durante l’operatività alimentano continuamente nuove decisioni di ingegneria, qualità e miglioramento.

La preparazione alle ispezioni diventa così il risultato di una pratica quotidiana e non una corsa contro il tempo prima di un audit.

Integrare la readiness nella struttura

Le migliori strutture Life Sciences rendono la qualità visibile nella logica stessa della progettazione.

I loro sistemi sono riconducibili a rischi identificati, i parametri operativi sono supportati da evidenze documentate e i team comprendono il legame tra ingegneria, qualità e produzione.

Deerns combina competenze multidisciplinari di ingegneria, esperienza nei settori Life Sciences e cleanroom e una visione basata sul Quality by Design.

L’integrazione di CCS, URS, progettazione basata sul rischio ed evidenze operative fin dalle prime fasi consente di ridurre problematiche di validazione tardive, evitare sovradimensionamenti non necessari e realizzare strutture resilienti, efficienti e costantemente pronte per le ispezioni durante tutto il loro ciclo di vita.

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Cosimo Verteramo

Division Director Life Science & High Tech

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