Deerns contribuisce a una nuova iniziativa europea volta ad accelerare la decarbonizzazione del patrimonio edilizio esistente attraverso interventi di riqualificazione su larga scala.
Raggiungere la neutralità carbonica non può basarsi esclusivamente sulle nuove costruzioni. Mentre l’Europa intensifica gli sforzi per rispettare gli obiettivi energetici, un nuovo report dedicato alla riqualificazione degli edifici esistenti punta a mobilitare stakeholder pubblici e privati verso la decarbonizzazione dell’ambiente costruito.
Il programma Net Zero Carbon Renovation Europe, guidato da Alliance HQE-GBC, AIA Environnement e Deerns, ha l’obiettivo di valutare e promuovere l’adozione di strategie e obiettivi low-carbon nei progetti di riqualificazione in tutta Europa.
In che modo la localizzazione degli edifici influisce sulla decarbonizzazione?
Il programma evidenzia le criticità che oggi rendono complesso confrontare gli edifici in modo efficace e coerente.
“L’obiettivo è ottenere una chiara comprensione delle principali differenze tra i Paesi in termini di metodologie, soglie di riferimento, normative, disponibilità dei dati e strumenti a supporto della diffusione su larga scala delle strategie NZC (Net Zero Carbon)”, afferma Ana Cunha, Strategic Sustainability Advisor di Deerns.
Il report si basa su analisi del ciclo di vita (LCA) in quattro Paesi pilota: Francia, Spagna, Italia e Paesi Bassi.
Parte del progetto BuildingLife finanziato dall’UE e supportato dal World Green Building Council, lo studio si articola in sei obiettivi principali:
- Individuare come l’impatto carbonico degli edifici vari tra Paesi, in funzione della maturità normativa, della disponibilità di dati e degli strumenti disponibili
- Valutare come parametri locali influenzino l’impronta carbonica lungo il ciclo di vita (es. mix energetico, clima, metodi costruttivi, fattori emissivi dei materiali)
- Supportare un approccio europeo coordinato alla valutazione del Whole Life Carbon (WLC) nelle riqualificazioni, evidenziando le differenze ancora da colmare
- Promuovere l’utilizzo del Carbon Return Time (CRT) come indicatore chiave delle performance ambientali degli interventi
- Identificare i principali driver dell’impronta carbonica e dei tempi di ritorno per supportare strategie di riqualificazione
- Contribuire allo sviluppo di modelli economici e politiche per accelerare la riqualificazione a basse emissioni in Europa
L’analisi del ciclo di vita come base della strategia di riqualificazione
Definire una strategia carbonica per un portafoglio immobiliare internazionale è complesso; confrontare le performance tra asset in Paesi diversi lo è ancora di più. Il report NZC si fonda sull’analisi della disponibilità di normative, dati e strumenti per valutare il carbonio lungo l’intero ciclo di vita degli edifici.
Lo studio mette in evidenza:
- Disponibilità e utilizzo di metodi LCA, normative e soglie di carbonio
- Certificazioni e sistemi che supportano l’LCA nei diversi Paesi
- Disponibilità di database EPD (Environmental Product Declarations) e strumenti di calcolo LCA, pubblici e privati
- Ambito di calcolo: componenti e sistemi edilizi inclusi
- Standard e indicatori LCA
- Differenze tra Paesi nelle fasi e nei perimetri di analisi
L’indagine analizza le variazioni dell’LCA applicata a sette tipologie edilizie in quattro capitali europee: Parigi, Amsterdam, Madrid e Roma. I fattori considerati includono:
- Carbonio incorporato (materiali e costruzione)
- Carbonio operativo (uso dell’edificio)
- Carbon Return Time (CRT), ovvero il tempo necessario per compensare l’aumento iniziale di emissioni dovuto alla riqualificazione grazie ai risparmi energetici operativi
La produzione e fornitura locale dei materiali è considerata attraverso fattori emissivi nazionali e coefficienti carbonici specifici.
Risultati a confronto: insight operativi di grande valore
" L’analisi mette in luce una mancanza di armonizzazione nelle metodologie LCA e nei perimetri di calcolo, oltre a forti differenze nella maturità normativa e nella disponibilità dei dati. Questo rappresenta il principale ostacolo per gli investitori che vogliono confrontare portafogli immobiliari tra diversi Paesi.
Di conseguenza, le certificazioni di sostenibilità (HQE, LEED, BREEAM, VERDE) si confermano strumenti fondamentali per favorire l’adozione di strategie carbon-based e approcci Whole Life Carbon.
Il tempo di ritorno del carbonio emerge come KPI cruciale: varia da 6 a oltre 35 anni a seconda della tipologia edilizia e del Paese, e può raddoppiare confrontando lo stesso edificio in contesti diversi. Questo rafforza l’importanza di valutare attentamente la pertinenza degli interventi di riqualificazione.
Un ulteriore elemento chiave riguarda il raffrescamento: con l’aumento delle temperature e delle ondate di calore, la domanda di climatizzazione cresce. Nei Paesi con mix energetici ancora carbon-intensive, ciò può ridurre i benefici ottenuti con la riqualificazione. In Italia e Spagna, in particolare per gli uffici, il raffrescamento rappresenta una componente rilevante dei consumi, rendendo necessari modelli accurati, strategie passive e sistemi a basse emissioni.
Prossimi passi – Roadmap europea NZC
La fase 1 del progetto ha previsto:
- Analisi delle differenze metodologiche tra Paesi
- Stima delle variazioni dell’impronta carbonica in funzione dei contesti nazionali
Le fasi successive punteranno a:
- Ampliare l’analisi LCA includendo nuove variabili (tecniche costruttive, materiali, usi)
- Sviluppare una roadmap europea per il Net Zero Carbon con soluzioni operative e raccomandazioni di policy
- Rafforzare il coinvolgimento e la consapevolezza degli stakeholder a livello europeo
La riqualificazione rappresenta una leva fondamentale per raggiungere gli obiettivi net zero dell’Europa. Il progetto NZC Renovation contribuisce a chiarire il contesto e a supportare gli stakeholder nel valorizzare appieno il potenziale dei propri asset.


































