Gli uffici open space funzionano al meglio quando il comfort acustico è progettato come un risultato integrato della performance complessiva.
Gli uffici open space promettono collaborazione e un uso efficiente dello spazio. Tuttavia, lo stesso layout può aumentare il carico cognitivo, compromettere la riservatezza e rendere più difficile concentrarsi sul lavoro.
Da Deerns, consideriamo questo un problema di coordinamento. Il comfort dipende meno dai singoli prodotti e più dal modo in cui fit-out, layout e impianti collaborano. Negli ambienti open space, il comfort acustico è determinato principalmente dalle decisioni di fit-out – in particolare dall’interazione tra layout, comportamento verbale e impianti a livello delle postazioni.
Perché gli uffici open space sembrano più rumorosi
Molti progetti assumono che se i livelli di decibel ponderati A (dBA) rientrano nel target, lo spazio sarà percepito come confortevole. In realtà, le persone non percepiscono il suono come un singolo numero. Sperimentano interruzioni, concentrazione frammentata e la sensazione che le conversazioni si propaghino troppo lontano.
Negli open space, l’intelligibilità del parlato è spesso la principale fonte di disturbo. Una conversazione parzialmente comprensibile distrae molto più di un rumore di fondo costante. Di conseguenza, basarsi solo su target di rumore di fondo può essere fuorviante. Due aree possono misurare valori simili, ma una risulterà molto più disturbante perché il parlato rimane chiaro a distanza.
Da un punto di vista ingegneristico, il comfort acustico negli open space è generalmente influenzato da tre tensioni ricorrenti:
- Metriche vs percezione: Raggiungere un valore numerico non garantisce comfort se il parlato rimane comprensibile.
- Funzione vs adiacenza: La collocazione di zone collaborative, porte, percorsi di circolazione e postazioni focus può contenere o amplificare il disturbo.
- Impianti vs fit-out: Terminali HVAC e strategie di controllo possono passare dall’essere discreti all’essere irritanti in base al tipo di attività, al carattere del suono e alle condizioni locali.
Il fit-out come sistema acustico, non solo come finitura
Il fit-out definisce il comportamento acustico di un ufficio open space molto prima di quanto molti team pensino. Soffitti, arredi, pannelli, pavimentazioni e superfici riflettenti influenzano la riverberazione e la decadenza del parlato, ma le scelte di layout hanno spesso l’impatto maggiore.
Per esempio, un gruppo di postazioni vicino a una via di circolazione principale o a porte di sale riunioni può subire disturbi intermittenti molto maggiori rispetto a un gruppo identico collocato altrove.
Elementi chiusi come sale riunioni o phone booth non sono solo servizi accessori. Posizionati strategicamente, interrompono le linee visive, interrompono i percorsi del parlato e riducono l’intelligibilità senza dover trattare acusticamente l’intero spazio.
Un approccio pratico per valutare il comfort
In uno dei nostri uffici, abbiamo affrontato il problema come un ambiente operativo con molteplici tipologie di attività e requisiti contrastanti. Abbiamo combinato misurazioni oggettive con un rapido test di percezione e analizzato i risultati per cluster spaziale, anziché come media complessiva.
Per mantenere la valutazione significativa per gli stakeholder, abbiamo definito le attività come riferimento, non la semplice occupazione. In pratica, l’open space supporta:
- Lettura e comprensione testi
- Scrittura, email e report
- Telefonate e comunicazioni remote
- Collaborazione tra postazioni vicine
- Modellazione digitale e simulazioni
- Attività progettuali che richiedono concentrazione prolungata
" Questa impostazione facilita l’indicazione di perché un’area richieda un controllo del parlato più rigoroso di un’altra e perché un unico target universale spesso deluda.
Quattro insegnamenti dagli open space
Nei diversi open space emergono ripetutamente quattro lezioni principali:
- Il tempo di riverberazione è fondamentale, ma non tutto: se la stanza è troppo “viva”, il parlato stanca. Anche dopo trattamenti acustici, il comfort può peggiorare se il parlato intelligibile si propaga troppo.
- La trasmissione del parlato è la leva più sottovalutata: distrazione e distanza della privacy sono indicatori pratici – fino a che punto il parlato risulta invasivo e se le persone si sentono sicure nel parlare privatamente alla loro scrivania.
- La circolazione agisce come sorgente sonora: passi, apertura porte e conversazioni occasionali creano rumore intermittente che interrompe il lavoro profondo, soprattutto vicino a ingressi, servizi e sale riunioni.
- Il rumore HVAC può rispettare i target ma risultare fastidioso: terminali tonali, instabili o squilibrati rispetto al parlato generano lamentele. I target aiutano, ma la percezione della qualità sonora determina il comfort.
Progettare comfort che resista all’occupazione
I migliori risultati si ottengono quando fit-out, architettura e impianti sono coordinati come un unico sistema, fin dalle prime fasi di progettazione. Le soluzioni più efficaci spesso non sono costose; sono legate a posizione e integrazione.
Tre strategie chiave di fit-out migliorano costantemente i risultati:
- Pianificare i gradienti di parlato: posizionare le funzioni ad alta vocalizzazione in modo che il loro suono non cada direttamente sulle aree di concentrazione.
- Usare ambienti chiusi come buffer: collocare sale riunioni, booth e spazi di archiviazione per interrompere i percorsi del parlato e ridurre l’intelligibilità a distanza.
- Specificare HVAC per qualità percepita: verificare non solo il livello di rumore, ma anche stabilità e carattere tonale in condizioni reali occupate.
Questo approccio migliora anche l’allineamento degli stakeholder. Invece di discutere pass/fail, il team può analizzare le sorgenti, le attività interessate e gli interventi per ridurre l’intelligibilità dove serve di più.
Chi ne beneficia?
L’approccio Deerns genera valore lungo tutta la catena di stakeholder:
- Occupanti: maggiore concentrazione, comfort acustico e privacy del parlato, a supporto di produttività e benessere.
- Sviluppatori: uffici più performanti e attraenti, più facili da affittare e differenzianti sul mercato.
- Proprietari: ritorni a lungo termine con meno reclami, gestione più fluida e ridotti interventi correttivi post-occupazione.
Il comfort è un risultato di coordinamento
Il comfort acustico deriva dal coordinare fit-out, adiacenze e impianti come un unico sistema di performance.
Da Deerns, questo approccio integrato è la nostra forza. Guardiamo oltre le metriche isolate e progettiamo secondo l’uso reale dello spazio, valutando comfort per tipo di attività, analizzando performance per cluster spaziale e dando priorità al comportamento del parlato, non solo ai livelli di dBA.
Il risultato sono open space che supportano davvero concentrazione e collaborazione, rispettando le aspettative dei proprietari nel funzionamento quotidiano.





















